Come fare uno Startrail: Piccola guida allo scatto

9 Settembre, 2020 0 By Alessandro Censi
Come fare uno Startrail: Piccola guida allo scatto

Come fare uno Startrail? ma innanzitutto: cosa è uno startrail?

Questa tecnica consista nello sfruttare il movimento della rotazione terrestre per creare tante foto dove le stelle siano mosse, per poi fonderle in un unica immagine che mostrerà delle grandi righe luminose che ruotano intorno alla stella polare:

Per far questo occorre innanzitutto individuare la stella polare, anche se non è fondamentale.
Conoscendo la stella polare infatti sapremo quale movimento avranno le stelle, visto che la polare rimane sempre al centro della rotazione anche se non è un punto fermo.

startrail
La rotazione delle stelle intorno alla stella polare e le strisciate complete. Da notare le nuove, anche esse moltiplicate durante la fusione. é importante scegliere una notte limpida per non avere disturbi in post. Anche una piccola nuvola può spostarsi piano piano e creare questi fastidiosi effetti.

Innanzitutto occorre identificare la location, possibilmente impostando un inquadratura ancor prima che faccia totalmente buio. Questo ci consentirà anche di mettere a fuoco per poi disattivare l’AF automatico per non toccarlo più.
Questa cosa diventa molto importante quando si è in possesso di Obiettivi con la ghiera AF Elettronica, ovvero quel tipo di ghiera non ruota senza arrivare mai a fine corsa.


L’alternativa è fare scatti di prova per poi croppare sulle stelle e vedere se sono a fuoco. Altra soluzione, nel caso di luci in lontananza si potrebbe mettere a fuoco sulle luci per poi ricomporre l’inquadratura ed iniziare la fase di scatto.
Piccolo consiglio facoltativo: lasciando di un pelo fuori fuoco le stelle, queste risulteranno più “cicciotte” e spesse. quindi meno taglienti e sicuramente più evidenti. Da provare.

1 foto di 4 minuti a 400 iso ed F4 serve per la terra, ovvero la parte che non sarà in movimento e non verrà fusa. I tempi sono indicativi considerando di scattare quando è quasi notte.

Scattando quando c’è ancora un filo di luce si potrebbe diminuire il tempo di esposizione o la sensibilità iso.

Al contrario se si scatta a notte fonda, si potrebbe aumentare il tempo di esposizione portandolo a 8 minuti.

Fatta la foto per la terra si può iniziare a scattare per le stelle.
Innanzitutto è fondamentale equipaggiarsi di almeno un telecomando di scatto remoto a filo, Meglio uno di quelli con il timer.


Alcune Fotocamere però hanno già nel menù questa funzionalità. In sony si chiama Scatto sequenziale.

Il timer va impostato con il primo scatto a 0 secondi ed una differenza tra uno scatto ed un altro davvero minimo. 1 secondo è perfetto.
Se il telecomando lo prevede, e se la vostra fotocamera riesce a sfruttare le SD più veloci nel mercato (le UHS-II), avendo queste ultime potreste anche impostare 0 secondi di gap tra gli scatti.


é importante però verificare quando ho detto sopra perché se la macchina e la scheda non sono sufficientemente veloci si rischia di riempire il buffer della fotocamera, perdendo quindi degli scatti (che lasceranno buchi nelle strisciate).


Altra cosa importante è avere la batteria totalmente carica altrimenti anche in questo caso avremo dei buchi dovuti al tempo perso per sostituire la batteria.
Se la vostra fotocamera lo prevede montate subito un battery bank che permetta alla batteria di non scaricarsi.

Dopo tutte queste importanti raccomandazioni ecco le impostazioni:

  • Fotocamera su cavalletto, chiaramente deve restare immobile per tutto il tempo. Se la fotocamera lo prevede collegateci un battery bank per evitare che si scarichi durante la sessione.
  • Tempo di scatto 25″ (massimo 30 secondi ma non oltre perché poi la fotocamera salta uno scatto e si avrà una strisciata delle stelle tagliata).
  • 1 secondo di distanza tra una foto e la successiva. (anche meno se fotocamera e scheda di memoria lo permettono)
  • ISO 800 o al massimo 1600 iso. Fate qualche scatto di prova per vedere se le stelle sono un minimo mosse.
  • Diaframma F2,8 o anche meno se l’ottica lo permette. (Per fare lo startrail il minimo sindacale è avere un ottica wide da almeno f2,8)
  • Fare una o due foto con tappo (darkframe) che servirà poi per eliminare eventuale rumore nel caso sia troppo (questo passaggio lo possiamo fare anche a casa durante la post produzione.

Durata minima 1 ora. meglio se due.

Volendo la si può fare anche in minor tempo, ma va considerato che farla in 20 minuti, ad esempio, non riuscirà a completare tutta la strisciata, e la foto si mostrerà un pò diversa dal classico startrail. In questo caso qui sotto ho fuso un pò meno di 20 minuti di foto:

startrail
Esempio di uno scatto da circa 20 minuti che non è completo.

Inoltre, fare 1 o due ore di foto permette di poter eliminare all’occorrenza qualche frame.
Spesso infatti capita di avere delle nuove passeggere ch risulteranno davvero brutte da vedere, oppure frame in cui vedremo la luce di aerei di linea. In tutti questi casi, avendo una buona quantità di scatti, ci sarà possibile semplicemente eliminare i frame che non ci piacciono. Certo avremo dei buchi nellestrisciate ma molto meglio di avere una strisciata rosa di un aereo di linea!

Una volta a casa è ora di fondere le foto.
Possiamo utilizzare diversi programmi, anche Photoshop. Personalmente però preferisco usare un programma gratuito disponibile per Mac e PC: Starstax.
Con questo programma, aggiungendo le foto, creerà il nostro startrail davanti ai nostri occhi.

starstax

Creato il movimento delle stelle non ci resta che fondere la parte del celo con la parte della terra, quindi aprendo photoshop, creare una maschera di livello ed usare la penna per cancellare una parte della foto, scoprendo il livello inferiore.
Questo è sicuramente il lavoro più complicato, specie in alcune sitauzioni in cui il cielo non è ben identificare dalla terra come potrebbe essere un orizzonte al mare.
Inoltre , fatto questo è importante cercare di dare la stessa tonalità alle due parti per farle sembrare un unica foto.


Potreste farlo da Photoshop oppure esportando l’immagine ed importandola in Lightroom, dove potreste lavorare con i filtri radiali.